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Sagra delle Castagne di Norma
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CENNI SU NORMA

Norma è un paese di circa 4000 abitanti in provincia di Latina. Sorge sui Monti Lepini su una parete rocciosa (la Rave) a 410 m s.l.m. da cui è possibile ammirare l'Agro pontino e soprattutto l'Oasi di Ninfa.
Numerose sono le testimonianze di insediamenti umani nel territorio normese, risalenti già al periodo neolitico e protostorico. La presenza più importante e qualificata, però, è data dal parco archeologico dell’antica città di Norba a poche centinaia di metri dalla Norma moderna. Cinta per oltre km 2,600 da imponenti mura poligonali o ciclopiche, richiama alla mente le più celebri città di Corinto, Micene e Troia, costruite con la stessa tecnica muraria. Partecipe alla Confederazione Albana ed alla Lega Latina, Norba fu dedotta colonia romana nel 492 a.C. quale vigile sentinella alle porte di Roma. Durante la guerra civile fra Mario e Silla, la città parteggiò per il primo, il che fu causa della sua distruzione, avvenuta nell’82 a.C. presa per tradimento, fu saccheggiata e data alle fiamme. Non si ha documentazione su una sua ricostruzione, anche se testimonianze attestano la continuità di vita al suo interno. Nell’anno 33 a.C. alcuni norbani si recano in Spagna ove fondano la Colonia Norbensis Caesarina, l’attuale Cáceres in Extremadura.
Nel 741 d.C. Norba fu donata, insieme a Ninfa, dall’imperatore di Bisanzio, Costantino Copronimo, a Papa Zaccaria, costituendo così uno dei primi possedimenti del futuro Stato Pontificio. Intorno all’anno 1000, l’abitato di Norba si spopolò a vantaggio del vicino Castello di Vicolo, costituendo il primo nucleo della Norba medievale. Nello stesso tempo il nome di Norba fu cambiato in Norma. Il paese fu di proprietà delle più influenti famiglie del tempo: Muscolo, Francipane, Orsini, Colonna fino a giungere ai Caetani (1292) che la possedettero fino al 1618, anno in cui Norma fu venduta al principe Borghese che la governò fino all’unità d’Italia.
Dal punto di vista urbanistico il paese ebbe un importante riassetto intorno al 1530. Il Corso, di fattura fine ‘800 inizio ‘900, costituisce il cuore del paese. Su di esso si affaccia il Palazzo Felici (costruito appositamente per ospitare il Papa Pio IX) la fontana pubblica (1898), l’edificio delle scuole elementari (1936) e la chiesa del Carmine (1880). Da visitare: la chiesa Parrocchiale, il parco ed il museo archeologico.
Importanti sono anche le strutture ricreative, ricettive e sportive presenti nel territorio con le quali Norma, da paese prevalentemente agricolo sta cercando una propria collocazione turistica, anche al fine di dar modo, a quanti la scelgono per un soggiorno, di garantire loro un periodo il più confortevole e sereno possibile.

In origine Norma aveva due porte: una più piccola (Porticina), che dà il nome ad un “quartiere” del paese e l’altra, la maggiore, che era situata all’inizio della parte nuova, in un posto ancora denominato j'arco la porta (l’arco della porta).
Nella parte più vecchia, Norma ha le caratteristiche proprie di un paese medioevale di collina:  strade strette, tortuose e ripide, case costruite l’una accanto all’altra.
A pochi chilometri troviamo il Giardino di Ninfa che dal 2000 è un Monumento Naturale della Repubblica Italiana e si estende su un'area di 106 ha.
Il Giardino che ospita esemplari di fauna e flora, raccolti in tutto il mondo, modellati secondo i principi del cosiddetto "giardino all'inglese", sorge sulle rovine di un'antica città medievale.
In origine Norma aveva due porte: una più piccola (Porticina), che dà il nome ad un “quartiere” del paese e l’altra, la maggiore, che era situata all’inizio della parte nuova, in un posto ancora denominato j'arco la porta (l’arco della porta).
Nella parte più vecchia, Norma ha le caratteristiche proprie di un paese medioevale di collina:  strade strette, tortuose e ripide, case costruite l’una accanto all’altra.

A pochi chilometri troviamo il Giardino di Ninfa che dal 2000 è un Monumento Naturale della Repubblica Italiana e si estende su un'area di 106 ha.
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