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Sagra delle Castagne di Norma
Home Poesie

LA CASTAGNA

Sotto la pioggia
dal riccio aperto
la castagna cade,
tra fruscio delle foglie,
e batte
e ruzzola lontano.

Rugginosa,
guarda col suo visino bianco
quel verde che appassisce,
dove sta ancora appesa la sua culla.

Scoppietterà domani di dolore
sulla fiamma,
che arrossa
volti innocenti
e nel suo martirio si dona al povero
come piccolo pane.

Norma, 06 ottobre 1992
Don. Fernando DE MEI

 


SAGRA DELLE CASTAGNE

Fu questa sagra nel Sessantanove
annoverata tra le feste nuove;
si cossero castagne a quintalate
e a tutti per le strade regalate.

Fu detta: “Sagra delle Caldarroste”
perché così a Norma vennero esposte
e, come fosse un rito ormai vetusto
offerte e divorate con gran gusto.

Dalle ragazze belle “normiciane”
vennero date calde, buone sane.
Il Bassianese disse ed il Corese:
“E’ buona la castagne del normese!”

Su padelle bucate vecchie e nuove
venivano arrostite in ogni dove,
mangiate poi con sorsi di buon vino,
quello novello rosso fragolino.

In mezzo a quell’odore castagnino,
col forestiero andava il cittadino,
si ballava e cantava in allegria,
si stava in pace e tutti in compagnia.

Chiamata fu la festa, nel terz’anno:
“Sagra delle Castagne” e tutti sanno
che in ogni ottobre torna ancor più bella
Tra il verde-giallo e spiri di mortella

Ritorna la castagna a scoppiettare
e, per le vie di Norma sino al mare,
spande la sua fragranza d’allegrezza
e par che il volto tocchi con dolcezza.

Festa tra squarci nitidi di cielo…
e va l’odore sotto un albo velo.
Tra case, come incenso a profumare
dove il povero un dì potè sfamare.

Norma, 25 agosto 1994
Don. Fernando DE MEI